Un credito di carbonio è un certificato che vale una tonnellata di CO₂ equivalente tolta dall'aria o non emessa. Lo emette un registro, dopo che un ente terzo ha controllato i numeri. Chi lo compra lo «ritira» e può usarlo per contribuire al clima o per bilanciare una parte delle sue emissioni.
Vuoi comprare crediti di carbonio italiani?
Crediti da rimozione emessi nel Registro Climate Standard, da una foresta di bambù gigante in provincia di Ferrara, con opinione di verifica RINA. Li puoi vedere nel registro prima di comprarli, e visitare la foresta.
Richiedi il dossier e il prezzo →In breve
- 1 credito = 1 tonnellata di CO₂e, misurata, verificata da terzi e registrata con un numero unico.
- Esistono due famiglie: crediti di riduzione (emissioni evitate) e crediti di rimozione (CO₂ tolta dall'aria, ad esempio da una foresta).
- Ci sono due mercati: quello obbligatorio (EU ETS, per le grandi industrie) e quello volontario, dove comprano aziende, enti e privati.
- In Europa le regole le dà il Regolamento (UE) 2024/3012 (CRCF); in Italia c'è il Registro pubblico dei crediti del settore agroforestale.
Come nasce un credito di carbonio
Un credito non si inventa: nasce da un progetto che segue una metodologia scritta e controllata. I passaggi sono sempre questi.
- Progetto e metodologia. Si scrive come si misura l'assorbimento (o la riduzione), rispetto a cosa succederebbe senza il progetto (la «baseline»).
- Validazione. Un ente terzo controlla che il metodo stia in piedi prima di partire.
- Misura in campo (MRV). Monitoraggio, rendicontazione e verifica: si misura davvero quello che è successo.
- Verifica. L'ente terzo controlla le misure e firma un'opinione di verifica.
- Emissione nel registro. Il registro toglie la quota di incertezza e il buffer di riserva, ed emette i crediti con un numero di serie.
- Vendita e ritiro. Chi compra ritira il credito: da quel momento nessun altro può usarlo.
Un caso reale: Ripapersico
Il 9 ottobre 2026 il progetto Ripapersico di Forever Bambù (Portomaggiore, Ferrara) ha avuto 14.473 crediti di carbonio da rimozione emessi nel Registro Climate Standard e quantificati con una metodologia basata sui requisiti di QU.A.L.ITY del Reg. (UE) 2024/3012 (CRCF). Sono crediti temporanei, con vintage 2016-2026 e monitoraggio fino a marzo 2036. Prima, il 1° ottobre 2026, RINA aveva rilasciato l'opinione di verifica su 17.923,42 tonnellate di CO₂ equivalente rimosse dal 2016 al 2026. Il progetto è pubblico: CS-ALCRCF-000000000001.
Riduzione o rimozione: la differenza che conta
Un credito di riduzione dice: «questa tonnellata non è stata emessa» (per esempio un impianto più efficiente). Un credito di rimozione dice: «questa tonnellata era nell'aria e adesso non c'è più», perché l'ha assorbita una pianta, il suolo o una tecnologia.
Le imprese chiedono sempre più spesso rimozioni, perché sono l'unico modo per togliere la CO₂ che è già in atmosfera. E non serve aspettare: la rimozione si fa insieme alla riduzione delle emissioni, da subito, non tra vent'anni.
Mercato obbligatorio e mercato volontario
| Mercato obbligatorio | Mercato volontario | |
|---|---|---|
| Chi compra | Industrie pesanti, energia, aviazione (EU ETS); dal 2028 anche carburanti per edifici e trasporti (ETS2) | Aziende di ogni dimensione, enti, privati |
| Cosa si compra | Quote di emissione (EUA), non crediti di progetto | Crediti di progetto: foreste, suolo, energia, tecnologie |
| Perché | Obbligo di legge | Strategia clima, richieste dei clienti, contributo volontario |
Le regole in Europa e in Italia
Regolamento (UE) 2024/3012 (CRCF). È il primo quadro europeo per certificare rimozioni di carbonio, carbon farming e stoccaggio nei prodotti. Chiede quattro requisiti, riassunti nella sigla QU.A.L.ITY: QUantification (misura), Additionality (addizionalità), Long-term storage (durata dello stoccaggio) e sustainabilITY (sostenibilità).
Registro pubblico nazionale. Dal 2023 l'Italia ha un registro dei crediti generati su base volontaria dal settore agroforestale, con linee guida per la sezione forestale.
Claim verso i consumatori. Dal 27 settembre 2026 il D.Lgs. 30/2026 vieta di dire a un consumatore che un prodotto è «neutrale» o «a impatto zero» solo perché si sono compensate le emissioni con crediti. I crediti si possono comprare e comunicare, ma con le parole giuste.
Come un terreno genera crediti di carbonio
Un terreno agricolo o forestale può generare crediti di rimozione se cambia qualcosa di misurabile: si pianta una foresta, si aumenta la sostanza organica del suolo, si gestisce un bosco in modo diverso. Con il bambù gigante la prima verifica dell'ente terzo arriva al 7° anno, quando le canne sono abbastanza grandi da misurare qualcosa di significativo: si vende solo CO₂ verificata con misure in campo.
Tra il lordo calcolato e i crediti davvero vendibili si toglie il 20-25% per incertezza, buffer, baseline ed emissioni della conduzione. Per questo noi vendiamo solo CO₂ misurata in campo e verificata: è quello che rende un credito facile da vendere e difficile da contestare.
Come riconoscere un credito serio
- Ha un numero di serie in un registro pubblico, consultabile da chiunque.
- C'è un'opinione di verifica di un ente terzo accreditato.
- Si sa dove è il progetto, chi lo gestisce e per quanto tempo è garantito lo stoccaggio.
- Il credito viene ritirato a nome di chi lo usa, e non si può rivendere.