🌍 Crediti di carbonio: cosa sono, come nascono, quanto valgono

La guida di chi li produce davvero, aggiornata a ottobre 2026.

Mauro Lajodi Mauro Lajo, AD di Forever Bambù · aggiornata l'11 ottobre 2026

Un credito di carbonio è un certificato che vale una tonnellata di CO₂ equivalente tolta dall'aria o non emessa. Lo emette un registro, dopo che un ente terzo ha controllato i numeri. Chi lo compra lo «ritira» e può usarlo per contribuire al clima o per bilanciare una parte delle sue emissioni.

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Crediti da rimozione emessi nel Registro Climate Standard, da una foresta di bambù gigante in provincia di Ferrara, con opinione di verifica RINA. Li puoi vedere nel registro prima di comprarli, e visitare la foresta.

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In breve

Come nasce un credito di carbonio

Un credito non si inventa: nasce da un progetto che segue una metodologia scritta e controllata. I passaggi sono sempre questi.

  1. Progetto e metodologia. Si scrive come si misura l'assorbimento (o la riduzione), rispetto a cosa succederebbe senza il progetto (la «baseline»).
  2. Validazione. Un ente terzo controlla che il metodo stia in piedi prima di partire.
  3. Misura in campo (MRV). Monitoraggio, rendicontazione e verifica: si misura davvero quello che è successo.
  4. Verifica. L'ente terzo controlla le misure e firma un'opinione di verifica.
  5. Emissione nel registro. Il registro toglie la quota di incertezza e il buffer di riserva, ed emette i crediti con un numero di serie.
  6. Vendita e ritiro. Chi compra ritira il credito: da quel momento nessun altro può usarlo.

Un caso reale: Ripapersico

Il 9 ottobre 2026 il progetto Ripapersico di Forever Bambù (Portomaggiore, Ferrara) ha avuto 14.473 crediti di carbonio da rimozione emessi nel Registro Climate Standard e quantificati con una metodologia basata sui requisiti di QU.A.L.ITY del Reg. (UE) 2024/3012 (CRCF). Sono crediti temporanei, con vintage 2016-2026 e monitoraggio fino a marzo 2036. Prima, il 1° ottobre 2026, RINA aveva rilasciato l'opinione di verifica su 17.923,42 tonnellate di CO₂ equivalente rimosse dal 2016 al 2026. Il progetto è pubblico: CS-ALCRCF-000000000001.

Riduzione o rimozione: la differenza che conta

Un credito di riduzione dice: «questa tonnellata non è stata emessa» (per esempio un impianto più efficiente). Un credito di rimozione dice: «questa tonnellata era nell'aria e adesso non c'è più», perché l'ha assorbita una pianta, il suolo o una tecnologia.

Le imprese chiedono sempre più spesso rimozioni, perché sono l'unico modo per togliere la CO₂ che è già in atmosfera. E non serve aspettare: la rimozione si fa insieme alla riduzione delle emissioni, da subito, non tra vent'anni.

Mercato obbligatorio e mercato volontario

Mercato obbligatorioMercato volontario
Chi compraIndustrie pesanti, energia, aviazione (EU ETS); dal 2028 anche carburanti per edifici e trasporti (ETS2)Aziende di ogni dimensione, enti, privati
Cosa si compraQuote di emissione (EUA), non crediti di progettoCrediti di progetto: foreste, suolo, energia, tecnologie
PerchéObbligo di leggeStrategia clima, richieste dei clienti, contributo volontario

Le regole in Europa e in Italia

Regolamento (UE) 2024/3012 (CRCF). È il primo quadro europeo per certificare rimozioni di carbonio, carbon farming e stoccaggio nei prodotti. Chiede quattro requisiti, riassunti nella sigla QU.A.L.ITY: QUantification (misura), Additionality (addizionalità), Long-term storage (durata dello stoccaggio) e sustainabilITY (sostenibilità).

Registro pubblico nazionale. Dal 2023 l'Italia ha un registro dei crediti generati su base volontaria dal settore agroforestale, con linee guida per la sezione forestale.

Claim verso i consumatori. Dal 27 settembre 2026 il D.Lgs. 30/2026 vieta di dire a un consumatore che un prodotto è «neutrale» o «a impatto zero» solo perché si sono compensate le emissioni con crediti. I crediti si possono comprare e comunicare, ma con le parole giuste.

Come un terreno genera crediti di carbonio

Un terreno agricolo o forestale può generare crediti di rimozione se cambia qualcosa di misurabile: si pianta una foresta, si aumenta la sostanza organica del suolo, si gestisce un bosco in modo diverso. Con il bambù gigante la prima verifica dell'ente terzo arriva al 7° anno, quando le canne sono abbastanza grandi da misurare qualcosa di significativo: si vende solo CO₂ verificata con misure in campo.

Tra il lordo calcolato e i crediti davvero vendibili si toglie il 20-25% per incertezza, buffer, baseline ed emissioni della conduzione. Per questo noi vendiamo solo CO₂ misurata in campo e verificata: è quello che rende un credito facile da vendere e difficile da contestare.

Come riconoscere un credito serio

Il passo successivo

Vedi i crediti RipapersicoDossier del primo progetto con crediti emessi Parla con Mauro (60 min)Consulenza 1:1 per comprare o generare crediti

Da leggere

📘 Il Suolo Che ValeIl manuale per generare crediti dal terreno 📘 Dal suolo ai crediti di carbonioL'opuscolo dal webinar

Domande frequenti

Cosa sono i crediti di carbonio in parole semplici?

Sono certificati che valgono una tonnellata di CO₂ equivalente rimossa dall'aria o non emessa. Li emette un registro dopo la verifica di un ente terzo; chi li compra li ritira e non possono essere usati da nessun altro.

Chi può comprare crediti di carbonio?

Sul mercato volontario chiunque: aziende di ogni dimensione, enti pubblici, associazioni e privati. Sul mercato obbligatorio (EU ETS) si scambiano quote di emissione, non crediti di progetto.

Un'azienda agricola può vendere crediti di carbonio?

Sì, se realizza un progetto misurabile (una foresta, la gestione del suolo, un bosco gestito in modo diverso), lo fa validare e verificare da un ente terzo e lo registra. I crediti si vendono dopo la misura in campo, non prima.

Cos'è il Regolamento (UE) 2024/3012 CRCF?

È il quadro europeo per la certificazione delle rimozioni di carbonio, del carbon farming e dello stoccaggio nei prodotti. Chiede misura, addizionalità, durata dello stoccaggio e sostenibilità (QU.A.L.ITY).

I crediti di carbonio da foresta sono permanenti?

No: i crediti da foreste e carbon farming sono temporanei, perché il carbonio resta stoccato per un periodo definito e monitorato. Per questo i registri trattengono una quota di riserva (buffer).

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